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martedì 12 gennaio 2010

I QUATTORDICI MESI - Enzo Biagi (a cura di Loris Mazzetti) - Rizzoli

L’ho già scritto a proposito di altri libri e lo ripeto: la Resistenza, la storia e le storie dei Partigiani per me sono una specie di dimensione onirica. Qualsiasi cosa riguardi i Partigiani per me è irresistibile. Lo so che un giornalista non dovrebbe dire certe cose. Soprattutto, un buon giornalista non dovrebbe ragionare per categorie. Ancora di più di fronte a temi come questi. Ma a me, di queste cose, non me ne frega davvero un cazzo.
Se poi si unisce a questo il fatto che “I quattordici mesi” (Rizzoli) è il libro in cui Loris Mazzetti rimette a posto racconti, brani, ricordi, scritti sull’esperienza partigiana di Enzo Biagi nella brigata Giustizia e Libertà, direi che qualsiasi altro tipo di parola sul libro diventa quasi superflua. Non si può commentare. Che, si commenta la Bibbia?

VOTO: FUORI CLASSIFICA

mercoledì 9 dicembre 2009

IO C'ERO - Enzo Biagi - A cura di L. Mazzetti - Rizzoli

Vabbè, che si può dire dei libri di Enzo Biagi. Certo non si possono recensire. E ci mancherebbe pure. Mica l'ho mai visto un prete che fa la critica a un'enciclica. Semplicemente, non si fa; semplicemente, non si discute.
Così, non c'è da recensire né da discutere. Solo da imparare. Personalmente, ritengo che Enzo Biagi sia il prototipo del giornalista, l'esempio illuminante, e che i suoi scritti siano la Bibbia per chi vuole fare questo mestiere. Sempre personalmente, ritengo del tutto infondato chi indica Enzo Biagi come "maestro del giornalismo oggettivo": non è vero, le cose non stanno così. Enzo Biagi è diventato un simbolo, uno dei giornalisti più famosi d'Italia e non solo proprio per la sua mancanza di oggettività; una mancanza che però non ha mai significato parzialità, se per parzialità s'intende l'essere "al servizio" di qualcuno. Giornalisti di razza come Enzo Biagi e pochi altri sono quelli che raccontano i fatti, il mondo, le persone e i paesi con i propri occhi. Semplicemente, con onestà: sanno che hanno a disposizione solo i propri occhi, occhi di essere umano, e i propri sentimenti.
Fare una domanda piuttosto di un'altra, dare un taglio piuttosto di un altro. Questo è già fare una scelta personale. La cronaca, l'oggettività, il "terzismo" non esistono. Io diffido da chi si dice "scevro da pregiudizi". Ognuno di noi ne ha: la differenza sta nel dichiararlo apertamente e in modo sincero, onesto, a chi ti legge. Poi ci sono i cantori, quelli che scrivono e pensano su misura e un tanto a parola e che, per quel tanto o poco, sarebbero disposti a scrivere e a pensare qualsiasi cosa e il suo contrario un giorno dopo.
Enzo Biagi e i suoi scritti, raccolti in questo stupendo "IO C'ERO" curato dall'amico di una vita Loris Mazzetti per Rizzoli, raccontano tutto questo; miele per chi vuole ascoltare e imparare. Per gli altri, per i disonesti intellettuali, ci sono sempre i libri di Farina Agente Betulla.

VOTO: 10+ - Ci manchi