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venerdì 21 maggio 2010

PERCHÈ DOLLARI? - Marco Vichi - Guanda

Quattro racconti di Marco Vichi. Il primo, "Perché dollari?", che dà anche il titolo al libro, è una pseudoindagine del commissario Bordelli. Pseudo, perché non è una vera e propria indagine, ma un losco traffico in cui il commissario si ritrova coinvolto e che parla di spie e strani personaggi.
Ma la (per me) sorpresa è arrivata dagli altri tre racconti.
Il primo è "Reparto Macelleria". Uno stupendo racconto che parla di fascisti e partigiani, di un libraio che ha qualcosa di fatato, di un macellaio di uomini, di un nano, di uno che sta dietro a tutto l'ambaradan. Il secondo s'intitola "Il portafogli" ed ha un vago retrogusto alla Buzzati, quel fatalismo, quella normalità elevata a miseria e vetta: l'anonimo ragioniere, specchiato e metodico, che finisce in galera per un equivoco ma che scoprirà un mondo diverso da quello della Premiata ditta in cui ha speso tutta la vita. Il terzo racconto, "Tradimento", è un noir versiliano, la storia di un infiltrato che si troverà di fronte ad una scelta dura da compiere. Complimenti a Marco per questi racconti, soprattutto per l'atmosfera tutta particolare, polverosa, penombrosa, vagamente magica e infine terribile di "Reparto Macelleria". Come sempre, grande Marco.
 

mercoledì 24 marzo 2010

CITTÁ IN NERO - Autori vari (a cura di Marco Vichi) - Tea

Nove racconti noir, nove storie che parlano di persone, anzi no, di città, anzi no, di persone che vivono nelle città e di città che si riflettono nelle persone e nelle loro storie, a volte piccole, a volte gigantesche, a volte tristi, a volte incomprensibili, a volte semplicemente reali. Nove tra i più bravi scrittori di genere si cimentano in questa antologia assolutamente strepitosa, nove città si alternano come sfondi e come protagoniste assolute, ognuna con i propri codici di violenza, ognuna con un proprio linguaggio. E allora, più che gli ammazzati e gli ammazzatori restano in mente i bambini in strada di Palermo, le case signorili, quasi infestate, di Firenze. E così via, in un mosaico fatto di storie. Perché sono le storie che affollano il mondo, sono le storie che riempiono le nostre città, le nostre vite.

martedì 9 febbraio 2010

MORTE A FIRENZE - Marco Vichi - Guanda

Lo ammetto: i personaggi "seriali" della letteratura mi sono sempre un po' rimasti sui coglioni. Lo so che dovrebbero fare l'effetto contrario. Che uno di dovrebbe affezionare e tutto il resto. Ma non c'è nulla da fare, è più forte di me. Ma la cosa non rappresenta un problema irrisolvibile: basta leggere un libro solo e hai già fatto.
Il commissario Bordelli è il protagonista di una trilogia, mi pare di aver capito. Solo che l'ho capito dopo aver letto Morte a Firenze, un'indagine, forse l'ultima indagine, del commissario fiorentino creato da Marco Vichi.
Il libro funziona. Sì, funziona. Si intrecciano un delitto odioso come solo quello ai danni di un bimbo può essere, un "covo" di fascisti, le dinamiche amorose del burbero sbirro. Ma ciò che più di tutto emerge, dalle pagine del libro, è Firenze. Anzi no: è la Firenze alluvionata. Ed è proprio questo che rende il romanzo di Vichi molto, molto particolare.
Non mi piacciono alcuni passaggi "interiori", che ho trovato anche in altri personaggi dello scrittore fiorentino; mi sembrano, ogni tanto, un po' ripetitivi. Ma si deve ammettere che quando prendi in mano un libro di Vichi, difficilmente lo riponi sullo scaffale senza essere arrivato all'ultima pagina.

martedì 12 gennaio 2010

NERO DI LUNA - Marco Vichi - Guanda

Non conoscevo Marco Vichi, e sono sempre stato piuttosto restio rispetto agli scrittori “localisti”, che si possono identificare con una città, un paese, un territorio. Questione di gusti, ci mancherebbe: solo per fare un esempio, Montalbano, a me, non piace.
Poi ho comprato “Nero di Luna”. Credo che a colui che ha creato la nuova linea grafica delle copertine dei romanzi Guanda dovrebbero fare un monumento in oro massiccio, e spero vivamente che prenda un sacco di soldi perché davvero il suo lavoro lo sa fare. Molto, molto bene.
Insomma: ho comprato Nero di Luna e me lo sono letto. La storia non è certo uno di quei capolavori che ti tengono col fiato sospeso, ma si fa leggere piacevolmente. Ok, lo scrittore che si ritira nella casa di campagna in cerca di ispirazione, il paese, fatti strani, forse un lupo mannaro, un paio di segreti qua e là e, ovviamente, una bella donna, forse sono ingredienti un po’ inflazionati. Tutto ciò però non può certo far dire che il tempo passato a leggere questo romanzo sia tempo sprecato. Anzi.
Anche la scrittura… Be’, non sono riuscito a capire da subito se mi piacesse o meno il modo di scrivere di Vichi, di cui non avevo mai letto niente. In alcune parti l’ho trovato un po’ annacquato. Ma nell’insieme, direi che è un libro che può tranquillamente piacere. Anche perché fornisce, finalmente, un’immagine del Chianti ben diversa da quella stereotipata del cipressino sul cocuzzoletto con la casina e il filo di fumo dal camino.

VOTO: 6,5 ma più verso il 7 che verso il 6