Confesso, ok. Va bene. Confesso. Sono uno di quelli un po' dementi che quando per caso leggono un libro che gli piace, è facile che prendano e si comprino tutta l'intera produzione di quello scrittore lì. L'ho fatto in modo del tutto sconsiderato più volte nella vita. A volte è andata abbastanza bene, come nel caso di Chuck Palahniuk. Altre un po' meno.Un paio di post fa potete trovare la recensione de "Il Carezzevole" di Massimo Lugli. Subito, sono corso a prendermi gli altri due lavori letterari del cronista di nera. Tempo dieci ore e mi sono scolato "La Legge di Lupo Solitario". Il che mi conferma che Lugli mi piace assai. Ho letto i due libri in meno di due giorni. Cosa mai successa prima.
Lupo è un barbone fattone asociale che gira per Roma con un coltello in tasca quando va bene, con un chiodo arrugginito quando va un po' meno bene. La sopravvivenza sulla strada è un casino. L'unico culo a cui si tiene è il proprio, non c'è spazio per la moralità, non c'è spazio per la condivisione, o per qualche sentimento. Lupo vive in mezzo a reietti e, pur essendo un reietto lui stesso, rivendica una sorta di coscienza di classe degli ultimi, un modo senza regole o, forse, con più regole di tutti gli altri. Regole in qualche modo condivise, rispettate. Imposte. Un mondo decadente, a pezzi, che si scontra con quello di chi vive nel lusso, con un lavoro, con una villa, con l'oro e i gioielli. I signori, i dottori, le signore... Oltre la facciata, oltre la sovrastruttura, quello siamo e quello rimaniamo: esseri viventi in lotta per la sopravvivenza. E spesso, quelli che indossano le maschere quotidiane del benessere hanno bisogno dei reietti. Forse perché tutti veniamo da lì. Forse, perché semplicemente c'è chi vince, c'è chi perde.

Inizio con una confessione: ho sempre invidiato, e anche un po' odiato, le persone che comprano un libro e il giorno dopo dicono "Che bello, l'ho finito in una nottata" e via dicendo. Personalmente, non sono mai riuscito a leggere un libro in tempi stretti. Ho sempre pensato che ogni libro abbia bisogno dei suoi tempi; che chi legge un libro in meno di una settimana è come uno che si trova davanti una bistecca alla fiorentina e la mangia in cinque minuti. Però, forse, era solo una giustificazione per il mio senso di inferiorità in materia. Oppure no. Forse, Il Carezzevole di Massimo Lugli è per me la prima volta. La prima volta che leggo un libro in un paio di giorni. Che sono sempre più di una nottata. Però mi accontento. In effetti, la storia affascina. Siamo negli anni '70, a Roma: un ragazzo di 23 anni entra come volontario in un quotidiano, cronista di nera. Il Carezzevole è uno sciroccatone che ammazza un sacco di gente e che ovviamente si metterà in contatto col giornalista Marco Corvino fino all'inevitabile scontro finale.
